ISCRIZIONE IPOTECARIA ILLEGITTIMA – TUTELA RISARCITORIA

ISCRIZIONE IPOTECARIA ILLEGITTIMA – TUTELA RISARCITORIA

Come è noto l’ipoteca è una garanzia reale che vincola l’immobile a presidio del credito, attribuendo al suo titolare la possibilità di procedere ad espropriazione dello stesso per veder realizzate le proprie aspettative di soddisfacimento.

Considerato che una iscrizione ipotecaria relega l’immobile in una condizione che ne rende, di fatto, impossibile la commerciabilità, occorre far attenzione quando si procede ad una simile formalità per le conseguenze risarcitorie cui andrebbe incontro il responsabile allorché abbia tenuto comportamenti inesatti e contrari alla legge.

Ebbene, se l’iscrizione ipotecaria è illegittima, poiché effettuata al di fuori nei casi previsti dalla legge, essa configura un fatto illecito (v. ex multis Cass. 1266/2016 già citata) risarcibile secondo le regole di cui all’art. 2043 CC. 

La Cassazione ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno subito dal proprietario di un immobile a causa di un’illegittima e imprudente iscrizione di ipoteca giudiziale poiché è possibile la compromissione della “commerciabilità” del bene stesso (Cassazione, sentenza del 2 novembre 2010, n. 22267.

La Cassazione ha precisato che in tal caso sussiste una responsabilità ex art . 2043 c.c., in quanto si configura un illecito a carattere permanente, il quale perdura fino a quando non venga cancellata l’ipoteca. 

Infatti, l’illiceità del comportamento lesivo non si esaurisce nel primo atto, ma perdura nel tempo, sino a quando permanga la situazione illegittima posta in essere e nella quale si concreta una interrotta violazione dell’altrui interesse.

 Il diritto al risarcimento del danno, pertanto, sorge con l’inizio del fatto illecito generatore del danno stesso e con questo persiste nel tempo, rinnovandosi di momento in momento, con la conseguenza che la prescrizione, secondo la regola del suo computo (art. 2935 c.c.), ha inizio da ciascun giorno rispetto al fatto già verificatosi e al corrispondente diritto al risarcimento. 

Dall’applicazione di detti principi consegue che il termine quinquennale di prescrizione comincia a decorrere dall’avvenuta cancellazione dell’ipoteca, e non dalla sua iscrizione.”

Un particolare settore in cui la giurisprudenza di merito, per così dire, si è “sbizzarrita” è quella relativa alla risarcibilità di un danno non patrimoniale conseguente ad una illegittima iscrizione ipotecaria soprattutto nei casi in cui la stessa è stata eseguita dalla Agenzia delle Entrate o da Equitalia.

Artefici di detta tendenza sono stati, in tempi meno recenti ma anche più attuali, soprattutto i Giudici di Pace che, intervenendo sul tema dell’illegittimo comportamento della Amministrazione Finanziaria (che deve comunque ispirarsi a criteri di correttezza, buona amministrazione ed imparzialità), hanno indicato degli interessanti sviluppi sul versante della configurabilità di un danno non patrimoniale.

Infatti la casistica dimostra che Colui che è stato oggetto di “una aggressione patrimoniale illegittima” subisce danni non solo in termini di perdita economica, ma anche e soprattutto in termini di ansia, stress patemi d’animo, perduranti nel tempo e suscettibili di trasformarsi in vere e proprie patologie.

In questo senso, vedasi Giudice di Pace di Lecce 15/07/2013 n° 3013, il quale ha ritenuto di ipotizzare un “danno conseguenza” per la illegittima iscrizione ipotecaria (a seguito del mancato pagamento di alcune cartelle esattoriali la cui efficacia esecutiva era stata sospesa) su beni di proprietà di una donna che per l’effetto ebbe a subire una reazione traumatica da stress in rapporto di causa diretta con lo stimolo stressogeno e, quindi, un danno non patrimoniale risarcibile”. 

In buona sostanza, la sfortunata contribuente non appena l’Equitalia ebbe a comunicarle di aver ipotecato le sue proprietà, venne colpita da un grave malore che la costringeva anche al ricovero ospedaliero, sviluppando, a seguito dello shock subito dalla illegittima iscrizione ipotecaria, una patologia ansiosa che ebbe a sfociare in attacchi di panico, disturbi di ansia, tachicardia, crisi di pianto.

In detta direzione si muove altra decisione del Giudice di Pace di Salerno 11/05/2015 che ha riconosciuto la risarcibilità del danno non patrimoniale conseguente ad una illegittima iscrizione ipotecaria sul piano della lesione dei diritti dei contribuenti al buon nome, alla riservatezza ed immagine nell’ambiente sociale, circostanze che, per l’appunto, genererebbero un pregiudizio a valori costituzionali come tale risarcibile e liquidabile in via equitativa.

Si è anche ipotizzato che il danno lamentato dal contribuente e consistente tendenzialmente anche nella necessità di impiegare il proprio tempo, anziché in attività realizzatrici della propria persona, negli Uffici della Amministrazione Finanziaria, per risolvere i problemi ingiustamente causati in ragione di una illegittima iscrizione ipotecaria, si presterebbero ad essere calati nella figura del danno non patrimoniale (esistenziale) inteso quale turbamento della qualità della vita, come lesione al fare reddituale di un soggetto. In questo senso, Giudice di pace Napoli 13/07/2007 (in Giur. Merito 2008 pag. 261), Tribunale Venezia 23/04/2007.

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